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eugenio 55


ho una rendita annuale a DUBAI . Posso aprire un conto corrente , avere una carta di credito e usarla in italia ? P.S. ...rendita non dichiarata in italia ! Grazie


Un tempo le banche emiratine consentivano un tipo di conti denominati offshore, ma erano conti depositi quindi con molte meno opzioni disponibili rispetto i normali conti correnti, ma tra le varie cose i bancomat erano provvisti. Parlo di diversi anni fa e non sono rimasto aggiornato nel tema, non so come sia la situazione oggi se siano ancora disponibili questi conti correnti.


mmm interessante mi allaccio a questo post per chiedere una cosa di cui non trovo informazioni
nel caso mi spostassi li mi verrà versato uno stipendio in valuta locale su conto locale (dove spero appunto rilascino carta di credito etc).

ma se parte dei soldi o tutti io li bonifico sul conto italiano?
devo dichiarare e pagare tasse?
come funziona questo aspetto?


Non sono un esperto fiscalista, ma da quel che ho letto, anche in questo forum, le tasse si pagano sul reddito prodotto in Italia oppure sulle plusvalenze derivate da investimenti effettuati all'estero a seguito di liquidi trasferiti originariamente dall'Italia. Nel tuo caso si tratta di reddito prodotto all'estero, per di piú in un paese il quale ha un accordo bilaterale sulla doppia tassazione. Attenzione peró perché questo vale per gli individui che hanno risieduto per almeno 6 mesi + un giorno fuori dall'Italia durante l'anno fiscale, ovvero come residenti estero regolarmente iscritti all'AIRE.


ok quindi a "rimpatriare" il denaro prodotto li non ci dovrebbero essere problemi.

Si per la tassazione mi stavo informando e sta cosa dell'AIRE un pò mi scoccia....ho letto anche che però molti hanno giustificato la loro posizione estera attraverso prove documentali senza dover per forza essere iscritti all'aire.

Oggi chiamo il commercialista...ma dubito sia esperta in questo


salve bulls
potresti poi riportare qui cosa hai scoperto? la cosa interessa anche me.
grazie



Modificato 1 volte. Ultima modifica il giorno 27/11/2011 [05:09] a cura di danielelefons.


mi occupo di fiscalità internazionale e posso confermare quanto segue:
tra Italia e UAE esiste un trattato contro le doppie imposizioni. ciò significa che si è tassati per il reddito da lavoro nel paese ove tale reddito viene percepito (UAE). nel nostro caso l'UAE tassa zero sia redditi da persone fisiche che persone giuridiche (quello che similmente potrebbe essere assimilato a IRPEF e IRES). Perchè valga questo occorre essere residenti in UAE e quindi una volta che si ha il resident visa iscriversi subito all'AIRE. a carico comunque dell'italiano residente all'estero rimangono tutte le tasse riguardante la proprietà immobiliare in quanto vige la tassazione dell'immobile per dove è ubicato e non per dove risiede il proprietario. In poche parole si continuerà a pagare l'IMU e risulterà come seconda casa. questo è valido per il momento. sapete che in Italia le leggi cambiano spesso e soprattutto bisogna sempre leggere i pareri dell'agenzia delle entrate (ultimo di aprile 2012 per il quale i residenti AIRE NON sono esenti dall'IMU)
infatti per chi lavora in Svizzera ma risiede in Italia, si è tassati nel paese dove è percepito il reddito da lavoro ed è una tassazione alla fonte. in Italia non si paga nulla perchè non esiste busta paga e non esiste una base imponibile IRPEF da cui fare le trattenute. Questo vale se si è residenti entro il 20km dal confine svizzero (residente fiscale). oltre si è tassati in doppio per il principio dei redditi conseguiti in ogni parte del mondo (world wide taxation principles). se avete bisogno di altre info sono a vostra disposizione ...soprattutto se posso contribuire alle info sul forum.


Grazie per il contributo che ritengo estremamente importante ed utile per tutti coloro che risiedono all'estero o intendono farlo.


spinale98 ha scritto:
-------------------------------------------------------
> mi occupo di fiscalità internazionale e posso
> confermare quanto segue:
> tra Italia e UAE esiste un trattato contro le
> doppie imposizioni. ciò significa che si è
> tassati per il reddito da lavoro nel paese ove
> tale reddito viene percepito (UAE).

Grazie delle tue precisazioni.
Se una persona è iscritta all'AIRE e percepisce un reddito in UAE,
accreditato in un conto corrente in UAE, effettua dei bonifici da quel
conto ad un conto Italiano, per un ammontare annuo inferiore al
reddito che percepisce in UAE, questi trasferimenti sono soggetti
a tassazione in Italia e quindi vanno dichiarati?


Ciao a tutti,

Cerco di spiegare la materia nella maniera piu' semplice possibile.

I redditi percepiti negli UAE sono esenti da imposizione fiscale italiana se chi li ottiene e' residente fiscale in UAE, e quindi solo se si avverano tutte queste condizioni:
1) essere iscritti all'AIRE UAE
2) vivere negli UAE almeno 183 giorni l'anno
3) non avere alcun interesse in Italia

E' facile capire che la terza condizione e' difficile che si avveri per un Italiano. Basta avere la famiglia in Italia, oppure i propri risparmi in Italia, oppure una casa in Italia, e sei residente fiscale in Italia e quindi devi pagare le imposte in Italia.

Aggiungo un elemento che rende difficile la posizione col fisco: poiche' gli UAE sono un paradiso fiscale, il fisco ti puo' chiedere in qualsiasi momento di dimostrare che le tre condizioni sopra dette siano vere, e tu devi portare le prove (a differenza dei paesi non-paradisi fiscali, per i quali e' il fisco che deve portare le prove che tu non sei residente).

Conclusione: riuscire a non pagare le imposte in Italia e' molto, molto difficile.

PERO'
E' ovvio che il fisco italiano non puo' controllare le posizioni di tutti (perche' in Italia siamo disorganizzati...sicuramente qui a Dubai dove tutto e' informatizzato e lo sceicco sa tutto, sfuggire sarebbe impossibile).

QUINDI
Per rispondere alla domanda: se sei proprietario in Italia di yacht e Ferrari, allora stai attento perche' dai nell'occhio e un controllo potrebbero farlo. Se invece hai un reddito "normale", il rischio di avere problemi col fisco italiano e' basso. Solo tu che conosci esattamente la tua situazione puoi decidere, non posso dare consigli utili.

Per avere informazioni piu' dettagliate, scaricatevi questo file che e' fatto benissimo:
http://www.ratio.it/ratio2/ratioonline.nsf/%28allegati%29/2A07F8AAA7507C03C125775E00498182/$FILE/R1491-1-Cdf.pdf

Ciao,


Raffaele



Modificato 1 volte. Ultima modifica il giorno 06/08/2012 [10:20] a cura di lomoro.


il tuo messaggio è interessante.
dal seguente documento:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Documentazione/Fiscalita+internazionale/White+list+e+Autocertificazione/Elenco
gli UAE sono nelle white list. è congruente con quello che hai scritto?
Quindi avendo una casa di proprietà in Italia risulterei fiscalmente domiciliato in Italia anche se iscritto all'AIRE ?
Allora l'AIRE a che serve?
Ne concludo che dovrei pagare le tasse anche in Italia?
Mah


Gli Emirati Arabi Uniti sono considerati:
- black list ad esclusione delle società operanti nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate ad imposta (art. 2 DM 21/11/2001)
- mentre sono inclusi nella white list, quindi tra i “virtuosiâ€, in relazione all’esonero da ritenute alla fonte su taluni redditi di capitale (Dm 4 settembre 1996), in quanto in tale ambito la Federazione consente un adeguato scambio di informazioni con l'Italia.

Quindi gli UAE sono black list per i redditi delle persone fisiche (d'altra parte gli UAE sono effettivamente un paradiso fiscale, no?).

Comunque black o white list sono secondari. Il punto principale e' il rispetto dei tre parametri per ottenere la residenza fiscale negli UAE.

Nel tuo caso (proprietario di casa in Italia): purtroppo se il fisco italiano ti porta in causa, attaccandosi alla tua proprieta' puo' dimostrare che il tuo centro di interessi e' in Italia e quindi ottenere il pagamento delle imposte in Italia. Tu risponderai che in realta' tutti i tuoi interessi sono qui a Dubai, portando i documenti a tuo favore. Il tribunale decidera' chi ha ragione, ma la casa e' un grosso punto a favore del fisco.

Vi faccio un paio di esempi per dimostrare quanto sia difficile non pagare le imposte in Italia, se il fisco ti prende di punta:
- Pavarotti e Valentino Rossi: entrambi iscritti AIRE all'estero e viventi per la maggior parte dell'anno all'estero. Ma siccome avevano il loro centro d'interessi in Italia, sono stati costretti a pagare le imposte in Italia.
- Ibrahimovic (tanto per dire che il problema col fisco italiano non ce l'hanno solo gli Italiani...vedi altro es. Maradona): ha appena cambiato squadra, dal Milan e' passato al Paris Saint Germain. Ma siccome nel 2012 ha passato in Italia piu' di 183 giorni, e' considerato residente fiscale italiano per tutto l'anno e paga le imposte italiane per tutti i redditi ricevuti nell'anno, anche quelli che gli paghera' la squadra di Parigi (portando in deduzione le imposte che paghera' in Francia).

Fisco sanguisuga? SI!

Spero di essere stato utile, se avete altre curiosita' scrivetemi in privato.

Ciao,


Raffaele


Grazie Raffaele per le tue risposte.
Molto interessanti.
Mi spiace proseguire con il thread, spero di non essere noioso,
ma mi piacerebbe avere dei chiarimenti.
Ma se io dovessi trasferirmi all'estero per lavoro, devo vendere
tutto quello che ho in Italia? Ed una volta che volessi tornare,
dovrei lasciare tutto nel paese dove ho lavorato? (ammesso abbia risparmiato qualcosa).
Forse questo può valere per i grandi capitali, per i personaggi famosi,
ma la gente comune?
ti faccio 3 esempi paradossali:

1. Un cittadino tedesco che acquisti una casa in toscana, facendo
un picccolo mutuo, e venendoci un mese all'anno, come verrebbe considerato?
ha forse il centro degli interessi in Italia? Deve pagare le tasse in anche in Italia
oltre che in Germania?
2. Un cittadino Italiano che espatri per andare a lavorare in Svizzera può acquistare
una casa anche in Italia per tornarci quando sarà in pensione? Se apre un conto corrente
è passibile di denuncia fiscale?
3. Supponi un cittadino italiano che non possieda nulla in Italia. Chiude il conto corrente e
va a lavorare in UAE. Dopo 10 anni mette da parte, 100.000 dollari. Vuole tornare in italia,
che fa?


Vorrei fornire un esempio di un amico (di cui non forniró ulteriori dettagli per questioni di privacy) che aveva casa a Roma e l'ha venduta per acquistarne un'altra. Qualche anno fa a seguito di questo rogito il fisco gli ha contestato proprio questo fatto, ovvero che secondo loro lui la residenza negli Emirati ce l'aveva per fare il furbo. Non era cosí perché lui genuinamente viveva negli Emirati in modo permanente con la famiglia. Durante il contenzioso lui ha portato copia delle rette scolastiche dei figli e altre prove inconfutabili e di fronte a tali prove ovviamente l'ha spuntata. Oltretutto, negli Emirati al contrario dell'Europa, gli spostamenti delle persone sono monitorati in entrata ed in uscita. Oltretutto chi vive in affitto eventualmente avrebbe un'ulteriore prova a suo beneficio. Quindi ritengo che se una persona é in buona fede non deve temere in caso di confronto con il fisco. La residenza fiscale é dove tu produci il fisco e se non fai manovre strane con somme ingenti penso le problematiche, per chi genuinamente risiede all'estero e produce reddito fuori dall'Italia, siano limitate.


spinale98 ha scritto:
-------------------------------------------------------
> mi occupo di fiscalità internazionale e posso
> confermare quanto segue:
> tra Italia e UAE esiste un trattato contro le
> doppie imposizioni. ciò significa che si è
> tassati per il reddito da lavoro nel paese ove
> tale reddito viene percepito (UAE). nel nostro
> caso l'UAE tassa zero sia redditi da persone
> fisiche che persone giuridiche (quello che
> similmente potrebbe essere assimilato a IRPEF e
> IRES). Perchè valga questo occorre essere
> residenti in UAE e quindi una volta che si ha il
> resident visa iscriversi subito all'AIRE. a carico
> comunque dell'italiano residente all'estero
> rimangono tutte le tasse riguardante la proprietà
> immobiliare in quanto vige la tassazione
> dell'immobile per dove è ubicato e non per dove
> risiede il proprietario. In poche parole si
> continuerà a pagare l'IMU e risulterà come
> seconda casa. questo è valido per il momento.
> sapete che in Italia le leggi cambiano spesso e
> soprattutto bisogna sempre leggere i pareri
> dell'agenzia delle entrate (ultimo di aprile 2012
> per il quale i residenti AIRE NON sono esenti
> dall'IMU)
> infatti per chi lavora in Svizzera ma risiede in
> Italia, si è tassati nel paese dove è percepito
> il reddito da lavoro ed è una tassazione alla
> fonte. in Italia non si paga nulla perchè non
> esiste busta paga e non esiste una base imponibile
> IRPEF da cui fare le trattenute. Questo vale se si
> è residenti entro il 20km dal confine svizzero
> (residente fiscale). oltre si è tassati in doppio
> per il principio dei redditi conseguiti in ogni
> parte del mondo (world wide taxation principles).
> se avete bisogno di altre info sono a vostra
> disposizione ...soprattutto se posso contribuire
> alle info sul forum.


Buongiorno a tutto il Forum,
mi allaccio a quanto detto da Spinale 98 per chiedere, se possibile, una delucidazione relativa specificatamente agli immobili emiratini acquistati da italiani ( tanti lo hanno fatto).
Laconvenzione italo emiratina, all'art. 6 , cita che se un italiano ( con residenza fiscale in italia) acquista, da privato, un immobile in UAE dichiarandolo regolarmente in italia, le rendite di detto immobile sono soggette a tassazione nello stato in cui si trova l'immobile.
ciò significherebbe, se interpreto correttamente, che se io lo affitto, la rendita conve

sarebbe soggetta alla sola tassazione emiratina, cioè zero.
Rimarrebbe a carico solo la IVIE italiana, ma questa è un'altra storia.
Domanda: se io quei soldi li trasferisco nel conto corrente italiano oviamente intestato alla stessa persona proprietaria dell'immobile emiratino, queste somme diventano tassabili per l'Itaia?
Se si, perchè?
Grazie a chi mi vorrà rispondere e un caro saluto a tutto il Forum.
Leo


Tempo fa posi lo stesso quesito ad un esperto di fiscalita' internazionale e ora non vorrei ricordarmi male e dare una risposta inesatta, per cui prendetela con le dovute cautele, ma la risposta e' si , in quanto il riaccredito su conti correnti italiani di fondi provenienti da redditi gia' tassati nel loro paese di origine , genera una plusvalenza sui conti italiani e detta plusvalenza che tu cmq potresti investire in Italia e trarre ulteriore profitto, va tassata !!!!

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